Mostre che meritano.

Un mese e mezzo di esposizione e io sono riuscita a perdermela come una cretina. Non conoscevo Ai Weiwei, ma grazie a Wired e alla Lisson Gallery ora ne so di più.

Classe 1957, cinese, Wikipedia lo descrive come artista, designer e attivista.
Ai Weiwei
è una voce fuori dal coro del governo cinese e per la sua attività di opposizione al regime  ha scontato 81 giorni di reclusione. Il suo mezzo di espressione privilegiato è la porcellana e la sua opera più famosa è “Semi di girasole”: piu di 100 milioni di piccoli semi di girasone fatti, appunto di porcellana ed esposti alla Tate Modern a Londra.

Alla Lisson Gallery, invece, erano presenti le meravigliose “bolle” di ceramica blu che ricordano la rugiada e le bolle di sapone; le macchie nere dell’installazione “Oil spill” che simulano la perdita di petrolio; le candide “Ghost Gu”: anfore di porcellana che nascondono raffinati disegni tradizionali; l’incantevole “Marble plate”, più raffinato di un ricamo antico; “Pillar”, tutt’altro che soffice.

La mia opera preferita, però, è “Watermelon”; nonostante la sua fragilità mi ricorda il peso della materia di un grosso cocomero ed è talmente perfetto che verrebbe quasi da tagliarlo.

(Rebloggato da copywater)

Una lama di luce taglia lo spazio silenzioso della sala in questa mattina di maggio. Dopo un gesto d’amore e azioni di routine mi trovo a considerare i passaggi di tempo di questi ultimi anni, schiacciati da polemiche e insoddisfazione diffuse.

Mi sono spiata illudermi e sparire, ma mi sono anche guardata piangere in uno specchio di neve… mi sono vista che ridevo. Perchè ha ragione Carla quando scrive “rimbocchiamoci le maniche e andiamo a zappare”. Siamo bravi a vivere nelle illusioni del domani senza prendere in mano le nostre vite e siamo ancora più bravi nell’adattarci e farci andare bene ciò che anni prima credevamo un compromesso per molti, ma non per noi.

Invece oggi voglio ricordare a me stessa che siamo davvero noi gli artefici del nostro destino e c’è sempre tempo per fare una scelta rivoluzionaria.

I cambiamenti nascono da noi, non vanno cercati negli altri.

Tra mille anni la nostra anima sarà ancora lì e io voglio poterla guardare serenamente e sorriderle perché… sarà leggera.

(grazie Faber)